La storia di Sappada

L'origine di Sappada vede, secondo l'ipotesi più accreditata, alcune famiglie partite dall'Austria, per insediarsi nella vallata, probabilmente chiamate dai governanti del Patriarcato di Aquileia, che concessero l'autorizzazione all'insediamento.

La datazione è incerta (X-XI secolo): la valle allora era disabitata, le famiglie iniziarono così opere di disboscamento e di coltivazione.

Lentamente il paese prese forma: le quindici famiglie originarie andarono a formare le altrettante borgate che ancora oggi costituiscono Sappada.

Nel 1500, ad affiancarsi all'agricoltura e alla pastorizia, arriva il commercio del legname, principalmente con la Repubblica di Venezia.

La nascita delle prime opere pubbliche e delle scuole è da attribuire alla dominazione austriaca nel 1800.

Nel 1852 Sappada passa dalla provincia di Udine a quella di Belluno, questa poi annessa all'Italia nel 1866.

Durante la prima guerra mondiale molte battaglie furono combattute sulle vette sappadine: a testimonianza i fortini e i reperti risalenti all'epoca.
Fra il 1916 e il 1917 Sappada fu evacuata per sospetti di simpatia filotedesca a causa del dialetto locale: la popolazione fu indirizzata verso la Sicilia, la Campania, le Marche e la Toscana.

Durante la Seconda Guerra Mondiale il paese fece parte della Repubblica libera della Carnia: molti gli scontri fra partigiani e tedeschi nella valle e qualche sappadino deportato nei campi di concentramento. Una volta terminato il conflitto, la situazione lavorativa costrinse molti abitanti di Sappada a cercare fortuna all'estero, sopratutto in Germania e in Svizzera.
Il successivo sviluppo del turismo fece si che la situazione cambiò e che molti potessero ritornare per dedicarsi al settore terziario.